MEDICO CHIRURGO - ANDROLOGO - SPECIALISTA IN UROLOGIA
Tel: 06/21116423 - Cell: 3496308545 - E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Quando il desiderio sessuale diminuisce

Cosa succede quando il desiderio sessuale maschile diminuisce? C’è un rimedio a tale situazione? Il “Calo della Libido” è definito (DSM-IV-TR) come il deficit o l’assenza di fantasie sessuali e del desiderio per l’attività sessuale, tale da poter creare disagio e sofferenza per il paziente e il proprio partner. 

Può essere una problematica generalizzata (assoluta), estesa all’intera possibilità di poter programmare un rapporto, o riferita ad uno specifico rapporto con una singola persona (situazionale). E’ difficile poter inquadrare tale disturbo da un punto di vista epidemiologico, poiché sono presenti numerosi fattori, anche di tipo psicologico, oltre che di tipo organico, che entrano in gioco.  La prevalenza infatti, analizzando i vari studi, è estremamente variabile: tra il 3 e il 50%. Le cause di tale disturbo sono da ascrivere a tre grandi gruppi eziologici: • Problematiche di relazione: Patologie della partner (difficoltà al raggiungimento dell’orgasmo o malattie croniche invalidanti)che possono provocare una diminuzione dell’autostima maschile. Possibile riduzione della desiderabilità della partner agli occhi dell’uomo causata, ad esempio, da una lunga durata della relazione o da importanti modifiche corporee. • Problematiche psicologiche: Conflitto di coppia o domestico: sentimenti di ostilità, rabbia, risentimento successivi a litigi frequenti di coppia o con i figli, parenti, amici. Difficoltà lavorative (stress, scarsa gratificazione, mobbing, ecc..). • Problematiche organiche: Depressione (profonda modificazione dell’umore stabilmente orientato verso la tristezza associata all’incapacità generalizzata di provare piacere), Disturbi d’Ansia, Psicosi. Squilibri ormonali: diminuzione del Testosterone (ipogonadismi), aumento della Prolattina (iperprolattinemia da farmaci o da adenoma ipofisario), diminuzione degli ormoni tiroidei (ipotiroidismo). Assunzione di alcuni farmaci: antidepressivi serotoninergici (SSRI, triciclici), neurolettici tipici o atipici (Butirrofenoni, Benzamidi, Fenotiazine, Tioxanteni),farmaci interferenti con gli androgeni (anti-androgeni steroidei e non steroidei, anabolizzanti, analoghi del GnRH, Inibitori della 5alfaReduttasi, Carbamazepina), Clinidina, Reserpina. Malattie croniche: Insufficienza renale cronica, Insufficienza epatica, AIDS, malattie ematologiche. Sostanze d’abuso: Alcool, oppioidi, anfetamine, cocaina, ecc. Secondario ad altre patologie andrologiche come meccanismo reattivo di “evitamento”: disfunzione erettile, disfunzioni eiaculatorie.

Per poter effettuare un’adeguata terapia è necessaria una corretta diagnosi caratterizzata da un’approfondita anamnesi generale, sessuologica, farmacologica, corredata da uno scrupoloso esame obiettivo generale ed andrologico (dimensioni testicolari, dimensioni prostatiche, mixedema, rarefazione del pilizio). Fondamentali per una corretta diagnosi sono poi i dosaggi ormonali (Testosterone libero, Testosterone totale, SHBG, Prolattina, TSH, FT4) che permettono di inquadrare il paziente da un punto di vista endocrinologico e di diagnosticare quadri di ipogonadismo, di ipotiroidismo e patologie come l’adenoma ipofisario PRL-secernente che può presentare, in rari casi, sintomi quali ginecomastia (aumento del volume delle ghiandole mammarie), galattorrea (secrezione dal capezzolo), cefalea, emianopsia bilatemporale (perdita della visione laterale per compressione neurologica). Purtroppo, al momento, non esistono in commercio farmaci in grado di incrementare il desiderio sessuale. La corretta terapia prevede, ove possibile, il ripristino delle condizioni patologiche riscontrate, la correzione degli eventuali squilibri ormonali, l’aggiustamento (riduzione di dosaggio, rimozione o sostituzione) di eventuali farmaci assunti, e, quando necessario, l’associazione di un’adeguata psicoterapia (quando presenti perturbazioni relazionali e/o intrapsichiche).