MEDICO CHIRURGO - ANDROLOGO - SPECIALISTA IN UROLOGIA
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La disfunzione erettile patologia dell'uomo, problematica di coppia

Quando si parla di impotenza sessuale maschile o di deficit erettile ci si riferisce all’incapacità di ottenere e/o di mantenere un’erezione (rigonfiamento e successiva rigidità del pene) sufficiente per poter completare il rapporto sessuale in maniera soddisfacente.

In Italia circa 3 milioni di uomini ne sono affetti, con una prevalenza globale del 13%. Già nella fascia tra i 30 e i 40 anni le statistiche ci parlano di 10 maschi su cento che ne soffrono, di 15 su cento tra i 40-50 anni e via a salire. Con il passare degli anni la percentuale di chi soffre di disfunzione erettile cresce, fino a raggiungere punte del 50 per cento oltre i 70 anni.


Le manifestazioni tipiche della disfunzione erettile possono essere: il mancato raggiungimento di una completa erezione, la perdita dell’erezione prima della penetrazione o la difficoltà di mantenere l’erezione durante il rapporto.


Possiamo distinguere deficit erettili temporanei (situazionali) legati abitualmente a fattori psicologici, stress, problematiche di coppia, ansia da prestazione, timore di indurre una gravidanza o di contrarre malattie ecc.., e deficit erettili permanenti in cui coesistono, oltre ad inevitabili coinvolgimenti di tipo psichico, fattori organici quali patologie cardiovascolari come l’ipertensione arteriosa, l’infarto del miocardio, l’ictus cerebrale; patologie endocrino-metaboliche come l’obesità, il diabete, la riduzione dei livelli di testosterone (ipogonadismo), l’aumento della prolattina (iperprolattinemia) ed ancora l’assunzione di alcuni farmaci, pregressi interventi chirurgici, insufficienza renale, patologie neurologiche (Parkinson, Alzheimer, neuropatie periferihe), traumi, l’abitudine all’assunzione di alcool e fumo di sigaretta, la sedentarietà, ecc..,


Diventa quindi fondamentale una attenta raccolta della storia clinica e della storia della vita sessuale del soggetto (anamnesi), un accurato esame obiettivo dei genitali e della ghiandola prostatica e l’eventuale esecuzione di esami laboratoristici (dosaggi ormonali, valutazione del PSA, della glicemia, del colesterolo, ecc..) e strumentali (ecocolordoppler penieno, eretto-rigidometria notturna, ecc..) atti a porre una corretta diagnosi.


Oltre alla cura specifica delle eventuali patologie organiche alla base della disfunzione erettile, alla riduzione dei comportamenti a rischio, ad una maggior attenzione all’equilibrio del rapporto di coppia e alla salute in generale, diventa necessaria, in molti casi, l’associazione di una terapia farmacologica mirata.


I farmaci attualmente più utilizzati per il deficit erettile sono gli inibitori delle 5-fosfodiesterasi (i5PDE)(sildenafil, tadalafil, vardenafil) i cui nomi commerciali sono Viagra, Cialis e Levitra. Questi farmaci, con diversi dosaggi e diverse modalità di assunzione riescono a risolvere fino al 98% dei casi. La loro azione si basa sull’incremento di ossido nitrico, potente vasodilatatore, che mediante un’azione di rilassamento di specifiche cellule muscolari lisce del pene, favorisce l’afflusso sanguigno all’interno dei corpi cavernosi, le due strutture peniene che, riempiendosi di sangue creano il fenomeno di rigonfiamento e successiva rigidità, fondamentale per la prosecuzione del rapporto sessuale.


Un’informazione fondamentale che deve essere assolutamente comunicata è che questi farmaci non provocano una risposta erettile se non ci sia stato prima uno stimolo psicogeno o tattile e sensoriale. Quindi, anche con l’assunzione del farmaco, deve verificarsi la condizione tale da stimolare i centri del desiderio (libido). Questo è fondamentale per rassicurare la/il partner sul fatto che se c’è stata erezione la causa prima di tale evento è la/il partner stessa/o; il farmaco è solamente l’ausilio meccanico di tale evento.


Questi farmaci hanno effetti, a livello retinico, sulla percezione dei colori; pertanto sono controindicati in pazieni affetti da retinite pigmentosa. Hanno effetti sistemici vasodilatatori e inibitori sull’attività piastrinica e risultano controindicati in quei pazienti che sono già in terapia con vasodilatatori nitroderivati (es. cerotti antianginosi).


Alcuni farmaci, possono bloccare l’eliminazione degli inibitori delle 5PDE aumentandone gli effetti collaterali.


Poiché in alcune situazioni l’assunzione di questi farmaci può risultare pericolosa si consiglia l’utilizzo solamente dopo aver consultato il proprio andrologo.


Gli effetti collaterali possono essere riconducibili alla vasodilatazione: rossore al volto, cefalea, ipotensione, disturbi gastrici, diarrea, congestione nasale, ecc.


Le molteplici formulazioni e i diversi tipi di dosaggio permettono di “modellare” in maniera mirata la terapia secondo le esigenze del singolo paziente e quindi di ridurre al minimo i possibili effetti collaterali.


Esistono anche altre possibilità terapeutiche che vanno dalla semplice applicazione meccanica di un dispositivo esterno per poter creare un’aspirazione ed un intrappolamento di sangue nei corpi cavernosi (Vacuum Constriction Device) alla inoculazione locale, mediante microiniezioni, di sostanze vasodilatatrici (Prostaglandine), fino all’applicazione chirurgica di dispositivi protesici sofisticati atti alla risoluzione di forme gravi di deficit erettile.


La figura dell’andrologo diventa quindi fondamentale per l’individuazione di una corretta strategia terapeutica, ragionata insieme al paziente stesso, e quindi per l’efficacia della terapia stessa.